venerdì 31 agosto 2007

31/08/97: In loving memory of The England Rose

10 anni sono passati da quel dannatissimo giorno. 10 anni di sofferenze, di gioie e di vissuti. 10 anni di vuoto senza Lei.



mercoledì 29 agosto 2007

29/08/05: un necessario ricordo

Esattamente due anni fa l'uragano Katrina spazzava la bellissima città di New Orleans. Morti, senzatetto e orfani iniziarono ad affollare ciò che rimaneva della città, ma questa città ha saputo reagire ed a soli due anni dalla tragedia ha ricominciato a vivere com'era prima, ma con un necessario ricordo. Ed allora, chi potrà, spero frequenti questa notte le moltissime cerimonie di cordoglio, contornate da musica jazz. Il jazz che scioglie l'anima.


martedì 21 agosto 2007

Un brutto colpo, ma ci si deve rialzare.

Un giorno ti svegli ed assapori la vita, ti guardi attorno e sembra che anche il sole sopra la tua testa abbia il sorriso tutto per te. Sei innamorato della vita, della colazione che fai, del vestito che ti metti...e della donna che ti saluta con un bacio quando corri da lei, appena hai un momento libero. Sono momenti indimenticabili quando chiudi gli occhi e l'unica immagine che vedi è la sua mentre ti guarda con quella bellissima espressione dolce e gli occhioni pieni di te. Quando non senti altro che il suo profumo su tutto ciò che ti circonda. Quando le tracce che lascia nella tua vita sono un bellissimo preludio al momento che trascorrerete assieme. Corri da lei, passi a prender un fiore, un piccolo gesto d'affetto. Non sarà più in uso come cosa ? Non me ne importa niente. Io sono fatto così. La strada sembra interminabile, finquando giungi lì. Uno squillo, la porta si apre, ed esce lei. Bellissima... come sempre. Non vorrei altro dalla vita. Potrei finir lì.

C'è stato un tempo in cui hai sofferto insieme a lei, un tempo nel quale ti dicevano che forse era meglio lasciar perdere. Ma hai voluto continuare perché ci credevi davvero, ed era la cosa giusta da fare. Hai pianto tutte le lacrime che avevi in corpo soltanto a sentir la verità, soltanto a provare un minimo del suo dolore. Il tuo compito era quello di "colonna", e lo hai accettato di buon grado, perché volevi che lei fosse serena. Hai creduto che fosse un lavoro comune, un lavoro di coppia, ma non è stato capito, non è stato così. Sapevi che la realtà era cambiata ed hai dato anima e corpo per renderle questa nuova vita più dolce possibile, per lei....per....lei.

Passa il tempo e senti che forse questa volta è fatta, che forse questa è la volta giusta, che forse hai trovato la persona cui dedicare tutto quello che hai in corpo; perché non importa cosa, ne quando, ne perché ma ti interessa solamente quella bellissima creatura che ti siede accanto e che ha occhi ed amore solo per te. E ti senti felice. Serenità.

Passa ancora il tempo e cominci a sentire che qualcosa non va, che dietro un breve sorriso si nasconde qualcosa di più serio. Ed allora fai sì che passi, che nel frattempo non ci si pensi. Ma è solo uno sforzo unilaterale. Senti delle frasi che sono come campanelli d'allarme che ti riempiono la testa, vedi espressioni e gesti che puoi solo interpretare in un modo, ma non credi a quello che di brutto hai pensato. Non può esser vero... in fondo non lo merito... non lo meritavo. Ma è stato così. La testa mi si spacca. Le guance rigate da giorni. Dentro un grande vuoto.

Un brutto colpo, uno di quelli da cui si fa fatica a rialzarsi. Non è il primo che prendo, ma mi rialzerò come ho sempre fatto. Mi rialzerò. Mi rialzerò.

sabato 18 agosto 2007

E finalmente sembra tutto risolto

Continua la "live coverage" sulla vicenda skype: sono le 8:43 e la situazione sembra finalmente tornata alla normalità. Il blog di skype (quello in inglese) segnala che hanno lavorato di continuo per far tornare le cose apposto ed effettivamente i risultati si iniziano concretamente ad avere (vedi foto sotto). Certo è che ora ci sarà tempo per conoscere REALMENTE cosa sia successo.

venerdì 17 agosto 2007

Skype down

E' la sera del secondo giorno senza skype. La compagnia dice di lavorare alacremente per risolvere un problema di cui secondo me hanno capito ben poco (smentiscono comunque un attacco hacker). In qualche stima circolata in rete si legge che la compagnia ha bruciato tra i 5 e gli 8 milioni di dollari.
Nel momento in cui vi scrivo la situazione è tornata stabile (o così sembra) qui a Porto San Giorgio, nelle Marche. Speriamo di aver tutti e 9 i milioni di utenti on-line per la serata ;)

Fatemi sapere come va a voi. Luca.

Aggiornamento: potete controllare la situazione nel blog http://heartbeat.skype.com/

giovedì 16 agosto 2007

Sempre meno parole

Sono le 15:21 di Giovedì 16 agosto 2007.

Skytg24 anuncia: "Stipendio dei parlamentari, pronto un aumento annuo di 4000€" (333,33€ al mese).

Aiutatemi voi a trovare nuove parole per descrivere questa situazione....io non ho più lacrime (purtroppo per altre tristi ragioni...)

mercoledì 8 agosto 2007

Un gran bel pezzo di storia

Buon Compleanno World Wide Web!

MILANO - «Il Web è un'invenzione prima sociale che tecnica. L'ho progettato per uno scopo sociale - quello di permettere alle persone di collaborare - e non come giocattolo tecnico. Il fine ultimo del Web è di supportare e migliorare la nostra esistenza reticolare nel mondo» dichiara Tim Berners-Lee, inventore della Rete. Erano i primi di Agosto del 1991 quando Berners-Lee, giovane fisico inglese del CERN di Ginevra, presentò il progetto del World Wide Web, facendo eco ai pionieri dell'Ovest americano («Wild wild West»).
I PRIMI PASSI DI INTERNET - All'epoca Internet esisteva già da oltre vent'anni, era nota come Arpanet già dal '69. Ma fu con gli anni '80 che ebbe la sua maggiore espansione: esistevano già le e-mail, c'erano i protocolli per il trasferimento dei dati come l'Ftp, si usava Telnet per collegarsi ai computer remoti, ma tutto questo era confinato in un mondo estremamente tecnico, universitario e industriale.
NUOVO LINGUAGGIO - In realtà lo scienziato non ha inventato Internet, ha inventato il Web: la rete, ossia gli ipertesti Html con i quali visualizziamo le pagine e il protocollo Http, quello attraverso cui le possiamo raggiungere. Il mondo virtuale interconnesso che oggi festeggiamo, il «comune linguaggio di comunicazione» che avrebbe unificato buona parte della conoscenza umana. Il giovane Berners-Lee, insignito nel 2004 del titolo di Baronetto dalla Regina d'Inghilterra, ha inventato anche il primo Browser, base e vertice delle nostre attività online: un sistema capace di sfogliare la pagine Html inserendo gli indirizzi Http.
W3C - Uscito dal CERN di Ginevra ha trovato lavoro al MIT (Massachusset Instutute of Technlogy) di Boston dove nel 1994 ha fondato il World Wide Web Consortium , conosciuto semplicemente come W3C. Un'associazione senza fini di lucro che si basa su semplici indicazioni: «Il Web è unico perché è libero. Chiunque può creare un documento e metterlo gratuitamente online. Il W3C cerca di evitare che interessi di qualsiasi genere possano porre un freno a questa assoluta libertà» si legge nello statuto della W3C.
OGGI - Oggi Tim Berners-Lee ha 55 anni la sua creatura ne ha 16 e nonostante le trasformazioni bibliche che ha portato alla società umana Tim non ha nessuna intenzione di lasciarla ad altri. Si lavora a pieno ritmo nel quartier generale della W3C. La società è un organismo noprofit enorme di cui fanno parte tutti, o almeno tutti quelli che si occupano della Rete delle Reti. Aziende informatiche del calibro di Microsoft, IBM, Apple, Google, Intel, Sony, Siemens e aziende telefoniche come Ericsson, Nokia, NTT DoCoMo; società di grandi dimensioni appartenenti ai più svariati settori, ma strategicamente interessate alla crescita del Web come l'American Express. Infine università e istituzioni per la ricerca. L'importanza dei suoi membri fa del W3C un organismo di grande autorevolezza e molti sono portati a chiamarlo il Consorzio, per antonomasia.
IL FUTURO - Dopo l'invenzione del linguaggio XML che la maggior parte di noi ha conosciuto attraverso gli aggregatori di feedRSS, ma che ha innumerevoli usi, il Consorzio sta lavorando da alcuni anni alla progettazione del cosiddetto Web Semantico ossia il futuro della rete. Ci vorranno ancora degli anni prima che gli utenti ne vedano la realizzazione, tuttavia questa nuova idea sta già facendo discutere. Si tratta di una visione completamente nuova dell'information technology e non per niente si basa sul concetto che ognuno (ogni creatore di contenuti) possa determinare una propria ontologia delle informazioni, determinare cioè a livello informatico gli attributi di un'istanza, sia essa un sentimento, un oggetto, un'idea. Dopo il mondo interconnesso, avremo l'individuo intercollegato, capace di creare mondi e influenzare quello (o quelli) degli altri. Non una verità ma molte, non un'opzione di ricerca generalista, ma un pullulare di specificità. Se avevamo creduto che il Web 2.0 e i social network fossero il futuro ora sappiamo che sono solo il presente, o forse l'eco di un mondo a venire.

martedì 7 agosto 2007

Romanticheria sì, ma Moccia no!

Sbarca oltreoceano la tendenza di lasciare lucchetti firmati da giovani amanti, a ponte Milvio: il NY Times dedica un articolo su questa curiosità romana. Fosse una tranquilla cronaca di una romanticheria andrebbe anche bene...ma se poi si va ad intervistare "Mr. Moccia" tutto cade. Non chiedete oltre perché tutti sappiamo benissimo che tipo di fenomeno è il "fenomeno Moccia": un gran drittone che ha capito come sfruttare i sentimenti adolescenziali per puro fine lucrativo.

Link al NY Times: http://www.nytimes.com/2007/08/06/world/europe/06rome.html?_r=1&th&emc=th&oref=slogin

domenica 5 agosto 2007

Speriamo che non sia la solita italietta

Gara per il Wimax, ipotesi di rete comune
Tra i limiti della tecnologia «nomadica» quella di non poter essere usata per le chiamate telefoniche in movimento


MILANO — Detto così può sembrare un gioco di parole. Ma il problema è che il Wimax, la tecnologia a lunga gittata che dovrebbe portare la banda larga di internet anche nei più recessi angoli dell’Italia, è «nomade » ma non «mobile». Cosa vuol dire? Facile e antipatico. Che muovendosi la linea cade, al contrario di ciò che avviene con le tecnologie concorrenti come l’Hsdpa che ha raggiunto ormai i cellulari di nuova generazione. Ma non finisce qui. Gli operatori e le società che con vari gradi di entusiasmo (alcuni molto basso) stanno pensando di partecipare alla gara del ministero delle Comunicazioni, Telecom Italia, Vodafone, Fastweb, Tiscali, British Telecom oltre Rai e Sirti, hanno iniziato a fare due conti.
E le licenze che il ministero delle Comunicazioni metterà in gara appena tornati dalle spiagge e dai «buen retiro» di montagna potrebbero essere molto più care rispetto alle attese. Alla fine una frequenza con copertura «nazionale» potrebbe costare tra i 60 e gli 80 milioni di euro. Senza contare le spese per costruire le infrastrutture di rete che chiaramente sarebbero poi meno costose per chi ha già una rete di appoggio. Da qui i dubbi di alcuni operatori sulla capacità dell’investimento di avere un ritorno economico. Certo rimane la questione del digital divide: il ministro Gentiloni tiene molto alla gara per il Wimax perché dovrebbe servire a portare l’internet a banda larga a quel 10-12% della popolazione italiana che ancora oggi non ha un accesso. Stiamo parlando del paesino di montagna, della località sperduta in Calabria, delle isole piuttosto che delle coste impervie della Liguria.
Ma agli operatori non sfugge nemmeno che non è per nulla scontato che gli abitanti di queste località siano poi disposti a pagare un abbonamento per poter navigare a velocità ragionevoli. E anche la possibilità di guadagnare offrendo il servizio Wimax nelle grandi città spingendo sulla facoltà di connettersi magari con il cellulare al proprio abbonamento internet, per «saltare» l’operatore con i software che permettono le telefonate low cost, tipo Skype, sembra inciampare sul nodo del «nomadismo». Senza contare che il «3.6G», cioè la nuova tecnologia Hsdpa così veloce da permettere la visione di programmi tv con qualità decente anche sui telefonini, sta dando degli ottimi ritorni agli operatori. E molti avrebbero il 7.2 (ancora più veloce) pronti con una copertura del 50% del territorio italiano.
Di certo sono in pochi ad essersi dimenticati le mirabolanti promesse dell’Umts e le pesanti batoste prese dai bilanci delle società del settore tlc. Tutto con le dovute differenze visto che in quel caso lo Stato incassò addirittura 12 miliardi di euro, mentre qui si parla al massimo di centinaia di milioni, ottenuti sommando le licenze per le diverse aree geografiche a quelle «nazionali». Insomma, il tempo stringe. La gara come ha ripetuto Gentiloni solo 48 ore fa, è ormai alle porte, ma i dubbi ci sono anche se non si trovano società disposte a dire che no, loro non ci saranno quando suoneranno i campanelli del via. E dunque il rischio «flop», a meno di colpi di scena, dovrebbe essere scongiurato.
Ma tra alcune società starebbe serpeggiando un piano «B» per salvare capra e cavoli: l’opzione, per ora ancora non prevista, di permettere la partecipazione di una cordata aperta. In modo tale da permettere alle società di acquistare le frequenze e poi dividere il costo di costruzione della rete nazionale, un’infrastruttura comune che poi potrebbe essere utilizzata da tutti i partecipanti. E la lotta al digital divide sarebbe salva.

Massimo Sideri

05 agosto 2007

sabato 4 agosto 2007

Sito geniale

Non posso fare a meno di pubblicare il link ad un sito davvero geniale nella sua unicità :)

Guardate voi stessi....e pronti con lo scanner !!

www.faceyourpockets.com