giovedì 26 luglio 2007

I 10 misteri irrisolti della vita

- La connessione mente-corpo. Quale influenza ha la mente su corpo? E il corpo sulla mente? Interrogativi che la scienza si è posta da tempo e cui non ha saputo trovare una spiegazione esaustiva. Nonostante i notevoli progressi compiuti dalle neuroscienze negli ultimi venti anni, molti fenomeni restano misteriosi anche per la medicina.

- Le percezioni extrasensoriali. Molti i tentativi di testare la validità delle presunte capacità extrasensoriali, tutti con esito negativo. Ciononostante non è stato nemmeno possibile dimostrare la falsificabilità delle stesse esperienze, mettendole così nel computo dell'impossibile. Forse non è con strumenti scientifici, o perlomeno non con quelli oggi a disposizione, che si potrà spiegare la capacità di predire il futuro o il funzionamento degli altri magici «poteri psichici».

- La quasi-morte. Sono numerose le testimonianze di persone che sono state molto vicine alla morte. La luce in fondo al tunnel, il vedere il proprio corpo dall’esterno, il grande senso di pace sono descrizioni frequenti tra chi ha vissuto tali momenti. Tuttavia nessuno è mai riuscito a dimostrare alcunché a riguardo, né i redivivi né i medici. Né in un senso né nell'altro.

- Gli Ufo. Che esistano oggetti volanti non identificati non è in discussione. Tanti, troppi gli avvistamenti cui l'aeronautica civile e militare non ha mai dato spiegazione; ma da questo a poter dimostrare l'esistenza di extraterrestri su navi spaziali ce ne corre parecchio, soprattutto per gli scienziati.

- I Deja-vu. La sensazione di aver già vissuto un'esperienza, di aver già visto un luogo in cui non si è mai stati, di aver già sentito una musica nuova, o detto alla francese «deja-vu» (già visto). Le ricerche scientifiche in merito hanno dato una serie di giustificazioni al fenomeno, ma non sono ancora riuscite a spiegarne la vera causa e la natura.

-I Fantasmi. Vere e proprie star della letteratura e del cinema, i fantasmi forse esistono anche al di fuori del mondo della fiction. Suggestione o realtà, il fatto è che le testimonianze, come per gli Ufo, continuano numerose e come per gli ufo nessuno è mai riuscito a dirimere definitivamente la questione.

- Le scomparse misteriose. Rientrano nei casi che la scienza non sa spiegare anche le numerose scomparse di persone. Quando nemmeno la polizia scientifica riesce a trovare le prove non è possibile sostenere nessuna tesi.

- L'intuizione. Il sesto senso, la comprensione ingiustificata e non consapevole ma di cui si è convinti come di un teorema matematico. La scienza non riesce a spiegare, tra i vari meccanismi psichici, quello dell'intuizione. Per Platone si trattava in realtà di memoria di conoscenze innate, o già vissute precedentemente. Ma Platone credeva nella trasmigrazione delle anime e benché grande filosofo non si può annoverare tra gli scienziati che invece rimangono senza parole dinnanzi alle intuizioni, da quelle più futili a quelle... matematiche.

- Il Bigfoot. Piedone l'americano, un animale simile a un uomo ma molto più grande. Di lui, oltre alle testimonianze spaventate di molti nordamericani, restano solo le enormi impronte sulla neve. Scherzo o traccia di un nostro simile? Imparentato con lo ieti o uomo delle nevi dei Tibet, che molti scalatori tra cui Messner giurano di aver avvistato sull’Himalaya, rientra insieme ad altri mostri come quello di Loch Ness tra i casi che la scienza non può verificare per mancanza di prove, e che per lo stesso motivo non può falsificare.

- Il brusio di Taos. Taos è una cittadina del New Mexico (Usa). Alcuni dei suoi abitanti - circa il 2 per cento - da anni sentono un brusio a bassa frequenza provenire dal deserto circostante. Pressione bassa per una parte dei Taoiani? Forse sì, ma non si può dire con esattezza, la scienza deve ancora indagare a fondo. A questo serve, e con il suo metodo di tentativi e fallimenti ed esperimenti ripetibili è riuscita a spiegare molte cose che tempo fa sembravano misteriose.

sabato 21 luglio 2007

E il corriere.it ci considera dei terroni

Ecco come ci (a noi della provincia di AP) considera il corriere.it: dei terroni (senza voler offender la gente del sud. Ovviamente scherzo quando uso questo termine ;) ). Per il giornale della rcs saremmo poco lontani da Bari o giù di lì !!!

giovedì 19 luglio 2007

Non aprite quella porta

Toc Toc. Chi è ?

www.biglongnow.com

giovedì 12 luglio 2007

Oddio mio !!!

Ragazzi la rete è crollata !!! Non so dirvi quand'è successo ma è un disastro!!!!....

(ahahahahahahahahahahahahah)



Breaking News: All Online Data Lost After Internet Crash


P.S. Vi mando un fax per le prossime notizie

giovedì 5 luglio 2007

Finalmente qualcuno inizia ad alzare la voce. Finalmente qualcuno ha avuto il coraggio di dire come vanno le cose in questo paese (per ora solo sotto il profilo tecnologico, ma non dispero che si parli anche di tutti gli altri fattacci di casa nostra) e di attaccare apertamente la telecom sulle infrastrutture e sulle strategie da adottare per ridimensionare il suo dilagante monopolio. God bless your voices :)

Dal Corriere del 5 luglio:

" Rete, alleanza contro Telecom. Il gruppo di Pistorio ha chiesto uno scambio tra liberalizzazione delle tariffe e separazione.

MILANO — I concorrenti di Telecom fanno quadrato sullo scorporo della rete. Vodafone, Fastweb, Wind, Tiscali, British Telecom, Tele2, Welcome Italia ed Eutelia hanno inviato all’Authority delle comunicazioni un documento congiunto in cui viene sottolineata la necessità della separazione per correggere le asimmetrie di mercato e aumentare la concorrenza. Separazione che deve riguardare sia l’attuale dorsale in rame sia la new generation network.
E’ la prima volta che i competitor diTelecom si muovono compatti. Hanno scelto di farlo su un tema strategico, come quello della rete, e per di più in una fase in cui iniziano a emergere visioni differenti tra l’Authority e il gruppo telefonico. Nella lettera inviata ieri al termine della fase di consultazione pubblica avviata da Corrado Calabrò sul tema dello scorporo, l’analisi delle otto società parte dalla constatazione che «a dieci anni dall’avvio del processo di liberalizzazione » il mercato della telefonia, «e soprattutto della banda larga» è caratterizzato «da una posizione di assoluta dominanza da parte dell’operatore ex monopolista» e presenta «criticità strutturali che rischiano di compromettere il futuro assetto competitivo del mercato». In questo contesto lo scorporo della rete rappresenta dunque non un’occasione per riequilibrare il mercato ma, scrivono, «un necessario rimedio» alle distorsioni. Quelle attuali e quelle che rischiano di venirsi a creare con la rete di nuova generazione, che potrebbe portare a una «rimonopolizzazione del mercato da parte dell’operatore dominante ». Motivo per cui a detta di Vodafone, Fastweb, Wind, Bt, Tiscali, Tele2, Eutelia e WelcomeItalia nel perimetro da scorporare vanno inclusi «tutti gli asset che, attualmente e nel prevedibile futuro, sono necessari per fornire i servizi all’ingrosso». Quindi anche la new generation network. Per vigilare sul processo di separazione i competitor di Telecom propongono l’istituzione di un «organismo indipendente» con un «ruolo attivo dell’Autorità nella definizione di un processo che assicuri una gestione efficiente» della rete e garantisca parità di accesso, rispetto del principio di neutralità tecnologica e soprattutto garanzia di ritorno sugli investimenti.
Insomma le otto società firmatarie del documento hanno le idee chiare su come deve procedere il lavoro dell’Authority per le comunicazioni. E non solo sullo scorporo ma anche sulla trattativa con Telecom, al punto da ritenere «paradossale» che l’Authority possa concedere un allentamento dei vincoli posti a Telecom sul fronte delle tariffe o delle offerte al mercato retail, in cambio dello separazione funzionale. Cosa che invece il gruppo telefonico sembra orientato a chiedere. Giusto una settimana fa Pistorio ha fatto presente che nel momento in cui il controllo dell’infrastruttura sarà ceduto, anche i vincoli posti in capo alla società devono decadere. Tuttavia, è scritto nella lettera inviata all’autorità, Telecom «continua ad avere quote pari al 95% del mercato degli accessi, 70% del mercato della larga banda e il 67% del mercato dei servizi di fonia nazionale» nel settore retail. Dunque «sarebbe paradossale associare a talemisura un premio per Telecom »."